Il saggio parte dalla proposta etica di G. Simmel nella Legge individuale e discute il suo nucleo teorico, la critica dell'imperativo universale-razionale kantiano. Dal confronto dei due autori, basato anche su testi kantiani di filosofia della religione e della storia, emergono, sia la parzialità dell'analisi simmeliana, scarsamente incline a riconoscere sfumature e aperture del pensiero pratico di Kant; sia l'incompleta "novità" della "legge individuale", sospesa tra istanza razionale ed espre…
Read moreIl saggio parte dalla proposta etica di G. Simmel nella Legge individuale e discute il suo nucleo teorico, la critica dell'imperativo universale-razionale kantiano. Dal confronto dei due autori, basato anche su testi kantiani di filosofia della religione e della storia, emergono, sia la parzialità dell'analisi simmeliana, scarsamente incline a riconoscere sfumature e aperture del pensiero pratico di Kant; sia l'incompleta "novità" della "legge individuale", sospesa tra istanza razionale ed espressione della peculiare individualità vivente di ciascuno. L'esito provvisorio dell'articolo appoggia perciò una possibile continuità tra Simmel e Kant, piuttosto che una decisa frattura tra le loro posizioni.The article starts from Simmel's ethical proposal in Das individuelle Gesetz and discusses its theoretical gist: the criticism of Kant's universal-rational imperative. By comparing the two authors, in the light also of Kant's writings on philosophy of religion and history, there do emerge both the partiality of Simmel's approach, unable to grasp the nuances and openings of Kant's practical thought, and the incomplete "novelty" of the "individual law", divided between the rational demand and the expression of the living individuality peculiar to everyone. The article's provisional result backs up, therefore, a possible continuity between Simmel and Kant, instead of a decided fracture between their theories