Questo articolo ripercorre l’evoluzione della disputatio (ca. 1400–1800) da metodo scolastico di primo piano –– radicato nella quaestio disputata –– a medium più versatile, modellato dall’Umanesimo, dalla Riforma e dalle critiche illuministiche. Attraverso l’esame delle dimensioni testuali e cerimoniali, si mostra come la disputatio abbia svolto il ruolo di rigoroso addestramento dialettico, di rito performativo per il conseguimento di titoli accademici, di strumento polemico in ambito confessio…
Read moreQuesto articolo ripercorre l’evoluzione della disputatio (ca. 1400–1800) da metodo scolastico di primo piano –– radicato nella quaestio disputata –– a medium più versatile, modellato dall’Umanesimo, dalla Riforma e dalle critiche illuministiche. Attraverso l’esame delle dimensioni testuali e cerimoniali, si mostra come la disputatio abbia svolto il ruolo di rigoroso addestramento dialettico, di rito performativo per il conseguimento di titoli accademici, di strumento polemico in ambito confessionale e, infine, di precorritrice della moderna dissertazione. Particolare rilievo è attribuito al passaggio dalle forme orali a quelle a stampa (Thesenblätter, dissertatio) e alla trasformazione dei ruoli di respondens e opponens. Tramite un approccio cronologico-tematico, lo studio evidenzia tanto le continuità con la scolastica medievale quanto le riformulazioni introdotte dalla filologia umanistica, dalla frammentazione religiosa e dalla emergente scienza sperimentale. In ultima analisi, esso sottolinea il ruolo della disputatio quale Leitmedium nell’accademia europea moderna, elemento cruciale per comprendere la congiunzione fra disciplina intellettuale, ritualità sociale e autorità istituzionale.